Il 19 e 20 giugno 2026 il Palazzo Innovazione di Salerno ha ospitato il Convegno Nazionale “Intelligenza Artificiale in Medicina: Nuovi Scenari per la Prevenzione, la Diagnosi e la Cura”, un appuntamento che ha riunito esperti, clinici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni per analizzare opportunità, limiti e prospettive dell’intelligenza artificiale applicata al settore sanitario.

L’evento, promosso dall’Università degli Studi di Salerno attraverso i Dipartimenti di Farmacia e di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana”, si è svolto con il patrocinio di ASL Salerno, Fondazione COTEC, Azienda Ospedaliero Universitaria San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana e Ordine dei Medici di Salerno, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Telemedicina e Informatica Medica – Gruppo Intelligenza Artificiale in Medicina (GIAM@ITIM).
L’obiettivo del convegno è stato quello di offrire una lettura aggiornata e concreta del ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità contemporanea, approfondendo non soltanto gli aspetti tecnologici, ma anche le implicazioni organizzative, etiche e professionali di una trasformazione già in corso.
Un cambiamento che sta già trasformando la medicina
Nel corso delle due giornate è emerso con chiarezza come l’intelligenza artificiale sia ormai entrata stabilmente nei processi di ricerca e assistenza sanitaria. Non si tratta più di una prospettiva futura, ma di una realtà che sta contribuendo a modificare il modo in cui vengono studiate le malattie, interpretati i dati clinici e progettati nuovi percorsi terapeutici.
Tra gli esempi più significativi richiamati dai relatori vi è stato AlphaFold, il sistema di intelligenza artificiale capace di prevedere con elevata precisione la struttura tridimensionale delle proteine. Una svolta scientifica che ha avuto un impatto rilevante sulla ricerca biomedica e che ha contribuito all’assegnazione del Premio Nobel per la Chimica 2024 ai suoi sviluppatori.
L’accesso aperto alle strutture proteiche generate dal sistema ha infatti permesso alla comunità scientifica internazionale di accelerare gli studi sullo sviluppo di nuovi farmaci, sulle resistenze agli antibiotici, sulla progettazione di enzimi innovativi e sull’analisi di potenziali nuovi agenti patogeni.
I partecipanti hanno evidenziato come l’intelligenza artificiale stia incidendo in particolare su tre aree fondamentali della medicina:
- Prevenzione, attraverso modelli predittivi avanzati, valutazioni personalizzate del rischio e analisi epidemiologiche sempre più sofisticate;
- Diagnosi, grazie all’integrazione di imaging medico, segnali biomedici e dati clinici per supportare le decisioni dei professionisti;
- Cura, mediante lo sviluppo della medicina di precisione e di sistemi intelligenti per il monitoraggio e la gestione delle patologie croniche.
Uno degli aspetti più sottolineati durante il dibattito è stato il ruolo dell’IA come strumento di supporto al medico. L’obiettivo, è stato ribadito più volte, non è sostituire il professionista sanitario, ma rafforzarne le capacità decisionali attraverso analisi più rapide, informazioni più complete e percorsi terapeutici sempre più personalizzati.

Ricerca, innovazione ed etica al centro della prima giornata
La giornata inaugurale del 19 giugno è stata dedicata principalmente agli aspetti scientifici e alle prospettive della ricerca nel campo della salute digitale.
Particolare interesse hanno suscitato i due interventi plenari affidati al professor Pierluigi Ritrovato dell’Università di Salerno, che ha approfondito il tema dell’intelligenza artificiale generativa e dei modelli fondazionali applicati alla diagnosi e alla cura, e al professor Angelo Marcelli, che ha affrontato il tema della eXplainable AI, soffermandosi sull’importanza della trasparenza e della comprensibilità delle decisioni algoritmiche.
Nel corso della mattinata sono stati presentati contributi dedicati ai Protein Language Models per la medicina di precisione, al federated learning come modello di intelligenza artificiale compatibile con il GDPR, alle applicazioni dell’IA nel follow-up clinico, al drug discovery e al drug repurposing.
Ampio spazio è stato riservato anche alle questioni etiche e di governance, con interventi dedicati al ruolo dell’intelligenza artificiale per il bene comune e agli aspetti etici della ricerca clinica.
Nel pomeriggio il focus si è spostato sulle applicazioni specialistiche. Sono stati approfonditi temi come il medical imaging, la robotica e l’intelligenza artificiale nella neuroriabilitazione, le terapie digitali, le neuroscienze, la neuroradiologia interventistica e l’endoscopia digestiva.
Gli interventi hanno mostrato come l’intelligenza artificiale stia già trovando applicazioni concrete in numerosi settori della medicina specialistica, contribuendo a migliorare diagnosi, trattamenti e organizzazione dell’assistenza.

Sanità digitale, istituzioni e ricerca nella seconda giornata
La giornata del 20 giugno ha assunto un carattere maggiormente istituzionale, affrontando il rapporto tra innovazione tecnologica, governance sanitaria e strategie europee.
Dopo i saluti del Magnifico Rettore, i lavori sono proseguiti con l’intervento di Marco Marsella, Direttore della Directorate C della DG SANTE della Commissione Europea, che ha illustrato il ruolo dell’European Health Data Space nello sviluppo di nuovi modelli di sanità digitale basati sulla condivisione e valorizzazione dei dati sanitari.
Sono intervenuti inoltre rappresentanti della Regione Campania, dell’ASL Salerno e di AGENAS, che hanno presentato iniziative e strumenti destinati a favorire la modernizzazione dei servizi sanitari, tra cui la piattaforma MIA – Medicina e Intelligenza Artificiale.
La sessione mattutina si è conclusa con la presentazione di un caso di studio dedicato all’innovazione nella ricerca clinica, evidenziando il contributo crescente dell’intelligenza artificiale nella sperimentazione e nello sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche.
Nel pomeriggio l’attenzione si è concentrata sui principali progetti nazionali dedicati alla salute e alla ricerca biomedica. Tra le iniziative presentate figuravano HEAL ITALIA, AGE-IT, i programmi per lo sviluppo di terapie geniche e farmaci basati su tecnologie RNA, D³4Health, PRP@CERIC, FIT4MEDROB e REVERT.
I risultati illustrati hanno mostrato come la collaborazione tra università, centri di ricerca, ospedali e istituzioni rappresenti oggi uno degli elementi fondamentali per accelerare l’innovazione nel settore sanitario.

Una riflessione sul futuro della medicina
Coordinato dal professor Pietro Campiglia e dal professor Pierluigi Ritrovato, il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra ricerca scientifica, pratica clinica e governance sanitaria.
Al termine delle due giornate è emersa una convinzione condivisa: l’intelligenza artificiale è destinata a diventare una componente sempre più rilevante della medicina contemporanea. Tuttavia, il suo sviluppo richiede formazione, responsabilità e una visione strategica capace di coniugare innovazione tecnologica, tutela dei pazienti e qualità dell’assistenza.
Più che una semplice rivoluzione digitale, quella raccontata a Salerno è apparsa come una trasformazione culturale destinata a ridefinire il rapporto tra tecnologia, professionisti della salute e cittadini. Una sfida che la comunità scientifica è chiamata a governare con competenza, metodo e consapevolezza.

L’intelligenza artificiale nella cura: il confronto emerso a Salerno
Il Convegno Nazionale di Salerno ha permesso di approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale non solo come tecnologia di supporto alla ricerca, ma anche come strumento destinato a incidere in modo concreto sui percorsi di cura. Nel corso delle due giornate, i coordinatori scientifici professor Pietro Campiglia e professor Pierluigi Ritrovato hanno sottolineato come la vera sfida non sia sostituire le competenze umane, ma potenziarle, offrendo ai professionisti sanitari strumenti più avanzati per interpretare dati, formulare diagnosi e costruire terapie personalizzate.
Durante la prima giornata, particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale generativa e ai modelli fondazionali, illustrati dal professor Pierluigi Ritrovato come tecnologie capaci di aprire nuovi scenari nel supporto alla diagnosi e alla cura. Pur mostrando una crescita molto rapida nelle capacità di comprensione e analisi, questi strumenti richiedono ancora percorsi di validazione clinica, sperimentazioni specifiche e adeguamenti organizzativi prima di poter entrare stabilmente nella pratica quotidiana.
Un tema centrale è stato anche quello della trasparenza degli algoritmi. Il professor Angelo Marcelli ha affrontato il concetto di eXplainable AI, evidenziando come la possibilità per un sistema di spiegare le proprie decisioni sia un requisito essenziale per rafforzare la fiducia dei medici, garantire maggiore sicurezza ai pazienti e favorire un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario.
La mattinata del 19 giugno ha inoltre messo in luce il contributo dell’IA nella ricerca biomedica più avanzata. Il dottor Francesco Iorio dello Human Technopole ha illustrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale nei processi di drug discovery e drug repurposing, mostrando come queste tecnologie possano contribuire all’individuazione di nuove terapie, alla valutazione dell’efficacia dei farmaci e allo sviluppo di approcci sempre più mirati sul singolo paziente. Il dottor Gennaro Gambardella del TIGEM ha invece approfondito il ruolo dei Protein Language Models nella medicina di precisione, con applicazioni legate alla previsione degli effetti delle varianti genetiche e alla progettazione di nuove proteine.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla gestione sicura dei dati sanitari. Il professor Mario Bochicchio dell’Università di Bari ha evidenziato il valore del federated learning, un modello che consente agli algoritmi di lavorare sui dati senza trasferirli verso grandi centri di elaborazione, favorendo così la tutela della privacy e la conformità al GDPR. A completare il quadro sono stati gli interventi dedicati all’uso dell’IA nella pratica clinica, alle ricadute organizzative nei processi sanitari e agli aspetti etici della ricerca.

Nel pomeriggio, il confronto si è spostato sulle applicazioni cliniche e assistenziali. La robotica per la neuroriabilitazione, le terapie digitali, le neuroscienze, la neuroradiologia interventistica e l’endoscopia digestiva hanno mostrato come l’intelligenza artificiale stia già offrendo un supporto concreto agli specialisti nelle attività di analisi, monitoraggio e diagnosi. In questi ambiti, l’IA si configura come un alleato del medico, capace di migliorare accuratezza, tempestività e capacità di individuare precocemente segnali patologici.
La seconda giornata ha ampliato lo sguardo alla governance istituzionale e alle infrastrutture digitali. Dopo l’intervento del Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, professor Virgilio D’Antonio, Marco Marsella della Commissione Europea ha illustrato il ruolo dell’European Health Data Space nella costruzione di un ecosistema sanitario europeo fondato su dati interoperabili, sicuri e valorizzabili anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale.
Sul piano nazionale, il confronto ha messo in evidenza il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità e delle iniziative dedicate alla formazione del personale sanitario sull’utilizzo consapevole dell’IA. Particolare rilievo ha avuto la presentazione, da parte di AGENAS, della piattaforma MIA – Medicina e Intelligenza Artificiale, indicata come uno degli strumenti strategici per accompagnare la trasformazione digitale della sanità italiana. A questa si è affiancata la presentazione della piattaforma S-RACE del San Raffaele, pensata per integrare dati clinici e multi-omici dei pazienti e supportarne l’analisi attraverso algoritmi avanzati.
La chiusura del convegno è stata dedicata ai grandi progetti nazionali in ambito salute, tra cui HEAL ITALIA, AGE-IT, D³4Health, PRP@CERIC, FIT4MEDROB e REVERT. Le esperienze presentate hanno confermato come la collaborazione tra università, ospedali, centri di ricerca e istituzioni sia fondamentale per trasformare l’innovazione scientifica in soluzioni concrete per i pazienti.
Dal confronto di Salerno è emersa una visione chiara: l’intelligenza artificiale può diventare una leva decisiva per migliorare prevenzione, diagnosi e cura, a condizione che venga integrata con metodo, responsabilità e attenzione alla dimensione etica. Il futuro della medicina non sarà determinato soltanto dagli algoritmi, ma dalla capacità di costruire un rapporto equilibrato tra tecnologia, competenze professionali e centralità della persona.

